05.06.2009
Standard & Poor's conferma il rating alla BCC San Marzano di San Giuseppe. Ecco i dati dei primi cinque mesi 2009
In data odierna, l'Agenzia Standard & Poor's ha confermato il rating della BCC San Marzano di San Giuseppe: tripla B- (BBB-) sul lungo termine a A-3 sul breve periodo. Una conferma che premia la stabilità della banca anche in prospettiva futura.
Contestualmente, la BCC San Marzano di San Giuseppe, rende noti i dati dei primi cinque mesi del 2009. Nel periodo gennaio-maggio di quest'anno, è cresciuta in maniera importante la voce degli impieghi, vale a dire dei finanziamenti erogati dalla banca al suo territorio (imprese e famiglie) che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno segna +19% (passando da 152 a 181milioni di euro). Un segnale forte, recepito dall'area di appartenenza che ha continuato a dare fiducia alla banca del territorio. Da qui, la raccolta diretta che si assesta su +11% passando da 267 a 297 milioni. Ultimo dato, quello relativo all'utile d'esercizio che nel periodo gennaio-maggio 2009 segna un +48% (oltre un milione e centomila euro).
Relativamente al rating, S&P sottolinea: "La prospettiva stabile riflette le aspettative che abbiamo sulla BCC di San Marzano, che manterrà un adeguato profilo finanziario nonostante la crisi economica in Italia, grazie alla buona diversificazione settoriale. Il profilo di liquidità della BCC San Marzano è un fattore positivo del rating".
"I dati esposti - commenta il Direttore Generale Emanuele di Palma - confermano il trend positivo della nostra Banca e specialmente per quanto riguarda gli investimenti sul territorio sono una risposta chiara a chi vuole strumentalizzare l'attuale momento economico difficile, addossando al sistema creditizio responsabilità che probabilmente vanno ricercate altrove e cioè nella mancata modernizzazione del sistema economico e nell'arretratezza del modello di sviluppo perseguito. Forse si dovrebbe pensare di più a come utilizzare il credito bancario per attività che producono ricchezza e occupazione, e non per sostenere inutilmente attività decotte e fuori mercato" .
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Standard & Poor's conferma il rating alla BCC San Marzano di San Giuseppe. Ecco i dati dei primi cinque mesi 2009
In data odierna, l'Agenzia Standard & Poor's ha confermato il rating della BCC San Marzano di San Giuseppe: tripla B- (BBB-) sul lungo termine a A-3 sul breve periodo. Una conferma che premia la stabilità della banca anche in prospettiva futura.
Contestualmente, la BCC San Marzano di San Giuseppe, rende noti i dati dei primi cinque mesi del 2009. Nel periodo gennaio-maggio di quest'anno, è cresciuta in maniera importante la voce degli impieghi, vale a dire dei finanziamenti erogati dalla banca al suo territorio (imprese e famiglie) che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno segna +19% (passando da 152 a 181milioni di euro). Un segnale forte, recepito dall'area di appartenenza che ha continuato a dare fiducia alla banca del territorio. Da qui, la raccolta diretta che si assesta su +11% passando da 267 a 297 milioni. Ultimo dato, quello relativo all'utile d'esercizio che nel periodo gennaio-maggio 2009 segna un +48% (oltre un milione e centomila euro).
Relativamente al rating, S&P sottolinea: "La prospettiva stabile riflette le aspettative che abbiamo sulla BCC di San Marzano, che manterrà un adeguato profilo finanziario nonostante la crisi economica in Italia, grazie alla buona diversificazione settoriale. Il profilo di liquidità della BCC San Marzano è un fattore positivo del rating".
"I dati esposti - commenta il Direttore Generale Emanuele di Palma - confermano il trend positivo della nostra Banca e specialmente per quanto riguarda gli investimenti sul territorio sono una risposta chiara a chi vuole strumentalizzare l'attuale momento economico difficile, addossando al sistema creditizio responsabilità che probabilmente vanno ricercate altrove e cioè nella mancata modernizzazione del sistema economico e nell'arretratezza del modello di sviluppo perseguito. Forse si dovrebbe pensare di più a come utilizzare il credito bancario per attività che producono ricchezza e occupazione, e non per sostenere inutilmente attività decotte e fuori mercato" .
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