BCC San Marzano e Caschi Blu italiani realizzano un ambulatorio in Libano
Inaugurato il nuovo ambulatorio medico, completo di arredamento e attrezzature sanitarie, ad Ayn B'al, municipalità situata nel sud del Libano, realizzato grazie al sostegno della Banca di Credito Cooperativo di S.Marzano di S. Giuseppe, che ha collaborato con la Brigata "Folgore", attualmente al comando del Sector West della missione Unifil. L'intesa è stata resa possibile dallo stretto rapporto fra la BCC San Marzano e il Complesso Leoni, comandato dal Capitano Simone Iaia e ha portato all'acquisto di numerose attrezzature mediche, di un generatore di corrente e al restauro dei locali dell'ambulatorio della municipalità di Ayn B'al.
La scorsa settimana si è tenuta quindi la cerimonia di apertura dell'ambulatorio di Ayn B'al, alla quale hanno partecipato il sindaco della città, Mr. Athem Bassma, con tutto il consiglio comunale al completo, i sindaci delle municipalità limitrofe nonché il Comandante di Italbatt1 del 186° Reggimento Paracadutisti "Folgore", Col. Manlio Scopigno e l'Organizzazione Non-Governativa IMC (International Medical Corps). Presenti molti cittadini che hanno salutato così il primo presidio medico del territorio."E' doveroso ringraziare i nostri "ragazzi" per il loro impegno quotidiano mirato alla diffusione dei sentimenti di pace - spiega il Presidente Francesco Cavallo -. Ma anche per la loro passione che li fa andare oltre, come in questo caso, per lasciare un concreto segnale d'intervento, sacrificando anche il loro pochissimo tempo libero". "La nostra banca fa della solidarietà e del sostegno sociale nel proprio territorio un impegno quotidiano - illustra il Direttore Generale Emanuele Di Palma -. Ma abbiamo anche un compito, quello dell'azione verso chi ha maggiormente bisogno d'aiuto. Ecco perché abbiamo aderito a questo progetto benché fosse lontano dalla nostra area d'azione".
Ayn B'al è un villaggio sciita di circa 3000 abitanti situato a circa 10 chilometri da Tyro, inserito nell'area di responsabilità dei paracadutisti del 186° reggimento, dove svolgono attività operative e umanitarie. La popolazione vive di agricoltura coltivando tabacco, olive e arance. E da oggi ha anche un proprio ambulatorio medico grazie ad un grande progetto di cooperazione internazionale, un gesto che sottolinea ancora una volta la sensibilità degli italiani e la loro attenzione alle esigenze della popolazione libanese.
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